mi domando come io abbia fatto a ridurmi così? come ho fatto a credere in quel ragazzzo? come ho fatto innamorarmi di lui? ma soprattutto perchè non riesco a odiarlo per quello che mi ha fattto? perchè se soltanto avesse un cedimento, un ripensamento sulla sua decisione, io sarei qui pronta a perdonarlo pur di ri-averlo con me? dov'è finita la mia autostima?
Il gioco del "non gli paici abbastanza" pensavo si limitasse alle prime uscite, ma una volta che gli paici abbastanza, una volta che la storia è inizata, come cavolo fa a non innamorarsi? due persone che si voglio bene, che stanno bene insieme, che fanno l'amore... come possono non innamorarsi? non sto dicendo che non ci siano delle difficoltà, non che le storie se iniziano durano per forza per sempre, ci possono essere altri problemi, ma come di può dire dopo 10 mesi di storia "ti voglio un mondo di bene, ma non mi sono innamorato di te" ??? Io non lo capisco e non riesco ad accettare dentro di me che lui non sia più il mio ragazzo, lui il mio ale educato e garbato, intelligente e protettivo, carino e affettuoso sempre pronto a regalarmi un peluches o dei cioccolatini, che mi chiamava in continuazione, perchè per accorciare le distanze ci si sentiva per ore tutti i giorni.
All'uni ho scoperto che mi è scaduto un esame e che lo devo ridare ora che è cambiato prof e che è moooolto più impestato da ridare, non so più come andare avanti, non riesco più a concentrarmi ma peggio non riesco a vedere la luce per reagire e i miei obiettivi mi sembra che scivolini via dalle mie mani.
---è la vita che unita al dolore si ciba di te e della tua strada sbagliata---
e ti svegli al mattino sola nel tuo letto, stringendo chi non ti ha mai abbandonato, un peluches, e ti rendi conto che sei sola e che è iniziata una nuova giornata, una nuova ennesima triste giornata.
e fai di tutto per non far vedere agli altri che stai morendo dentro, che non riesci ad andare avanti con la tua vita, cerchi di far finta di niente, ti vesti esci di casa e vai in mezzo alla gente, dicono tutti di buttarsi nella mischia, vai in università e fai finta che stai andando avanti, cerchi di non avere troppi pensieri per la testa così da riuscire a sorridere alle battute stupide di Ro e An
ma poi la giornata finisce e torni a casa, nella tua stanza da sola e ti rendi conto che le persone a cui vuoi più bene sono tutte lontanissime, chi a Milano, chi a Torino, chi a Genova, chi a Ferrara, chi a Bologna e non capisci cosa ti faccia davvero sentire a casa in questa città, forse è l'abitudine.
e poi ti guardi allo specchio e vedi gli occhi stanchi, i capelli raccolti e provi a sorridere, ma tra le smorfie iniziano a scendere le lacrime, perchè è ormai un mese che non lo senti proprio più, da quel 20 agosto più nessuna chiamata, nessun messaggio e ora non puoi far più finta di niente, lui questo weekend non verrà a trovarti, proprio come non ti ha più chiamata, non ti ha più voluta.
Poi ripensai alla tua infanzia, alle tue esperienze passate, a tutte le volte che hai sofferto, a tutte le volte che hai urlato e pianto, tutte le volte che questa vita ti ha dato solo schiaffi e tu che ti eri illusa che stavolta la ruota era girata, eh si pensavi davvero che stavolta fosse il tuo momento buono, doveva esserlo per forza, era giusto, era il tuo momento di essere felice.
e mentri continui a guardarti allo specchio, il cellulare rimane in silenzio, nessuna chiamata.
...nemmeno questo era il tuo momento, tranquilla puoi continuare a piangere...
Mi sento una fallita, è una giornata super triste questa, dovevo essere a lavoro, vedere un bel centone a fine serata e invece sono in casa sola soletta, dopo aver spostato il turno di domenica in 118 al 14 dicembre (giorno prima di un esame) solo per poter andare a lavorare... ieri sera alle 19 vengo avvisata che di me non hanno bisogno. ecchecavolo.
Ho ritrovato per sbaglio vecchi compagni di scuola e martedì prossimo ci sarebbe la pizzata.. la cosa mi terrorizza, so che una mia vecchia amica è diventata mamma, molti si sono laureati e qualcuno è in america o sta girando da uno stato a un altro, io che faccio? niente. con l'uni vado avanti a passi di lumaca, amici meno delle dita di una mano e tutto sembra essere scivolato via dalle mie mani... tutto così lontano.
Il confronto potrebbe essere devastante, sono fragile.
Non mi piace questa vita
C'è un immagine, è nella mia testa, non importa che ci siano specchi a ricordarmela, un numero impresso su una bilancia, i miei occhi l'hanno già vista, fissata come indelebile scempio delle forme di un corpo, nessuna percezione distorta, è tutto molto chiaro, lucido, semplice.
Quando le cose sono semplici a volte fanno male, e quelle realtà sono brava a complicarle, nella speranza che evolvano in un epilogo differente da quello che presumo.
I wouldn't know how to be this way now, and never back down
So I wanna say thank you for making me a fighter
Ho appurato che -ad Al non piaccio e nemmeno interesso minimamente, forse dis triscio siè accorto che quanto meno esisto -sono sempre sola -sto ingrassando a dismisura -non ho mai fame, ma ho voglia di mangiare, perchè ho bisogno di punirmi -ho voglia di vomitare, ma le mie coinquiline sono ancora sveglie e si aggirano per la case inquiete per gli ultimi preparativi della valigia, domani partono per le vacanze. -devo ricomincaire a fare step Ho deciso che devo riuscire a depennare qualcosa dalla lista
Qualche kg l'ho perso ormai riesco a rimanere sotto la soglia dei 53,0 anche se solo per un etto, quel 3 è stato sostituito da un bel 2.
Sono un po' confusa. In realtà no, è tutto molto chiaro, ma preferirei esser confusa, più ingenua, non capire, così tanto da poter rimanere unaltro po nel limbo del piacere-non piacere.
Ho razionalizzato, Al non mi piace, essenzialmente perchè lui non si è nemmeno accorto di me, Pà pur essendo sentimentalmente incasinata (davvero confusa lei!) è molto più solare, esteticamente più semplice ma cmq molto carina, meno complicata, più simpatica, ha più feeling con Al, quando siamo assieme tutti e 3 io sfumo e divento piccolina, invisibile,... a quel punto vorrei esserlo sul serio e sparire, senza troppe parole.
Questo sapere che non ci sarà mai storia con Al, qst vedere un nostro ipotetico rapporto solo sulla base di un'amicizia a 3 (dove cmq sarei in secondo piano trascinata da Pà) ha fatto svanire quella magia del "le cose cambieranno, non sei più sola" e quel sentimento ora mi pervade e torna a dar fastidio.
Esco poco, la mia conquilina ha ragione, ma dove vado da sola? a fare un patetico aperitivo tutta tirata in un bar in centro, così il primo che si avvicina lo borrisco perchè ho talmente paura che voglia solo mettermi le mani addosso? o forse magari non si avvicina proprio nessuno e non mi resta che tornarmene a casa per rinchiudermi in camera a piangere!
Mi ritrovo in un pomeriggio di piena estate, esami finiti, vacanze cominciate, chiusa in casa a giocare alla Wii.
La Wii dal canto suo è fantastica e fa sudare un sacco, è divertente, ma lo sarebbe molto di più in compagnia.
Ho prentotato anche la Wii Fit ma arriverà fra 10 giorni, si spera! Dal 31 luglio potrò iniziare a trasferirmi nel nuovo appartamento (peccato che ad agosto vada al mare, quindi lo farò a settembre) e a cercare una nuova coinquilina...
mi sono presentata, già qst mi è sembrato un miracolo, una strana manna dal cielo mi ha pervaso e fin da ieri ho affermato che oggi all'appello d'esame avrei risposto, non sono bene del tutto perchè, più che altro per tentare, ormai so di sapere almeno qualcosa di tutti gli argomenti d'esame, anche se non li ripasso. E' stata una settimana davvero faticosa, tra Pà che stava male, io che inizio a entrare nel periodo in cui stare sola mi dà fastidio, stanchezza, caldo... lo studio ne ha ovviamento risentito.
Ma ho risposto a quell'appello, incredula senza un minimo di agitazione, solo il cuore ha inizato a farsi sentire un pochetto quando mi sono seduta dal primo prof, lo stesso che si è divertito a bocciarmi 3 volte di fila l'anno scorso, già qui mi sono girata verso Im Pà e Iz e ho fatto una sorrisino tipo "non ci credo..vabbè!" ma cavoli le risposte io le sapevo = 25
Torno al posto e aspetto la seconda interrogazione un po' frastornata e disillusa, la seconda parte è al micorscopio è io i vetrini non li so riconoscere, faccio molta fatica a guardare in quell'aggeggio, ma ormai ci provo, la prof mi aiuta e io lo riconosco = 20
La stessa profe mi chiede anche altri 2 argomenti d'esame che dico con una scioltezza di parole che di solito non mi compete = 29 e 28
Ritorno al posto inconscia di quel che sta accadendo, subito mi chiama la terza prof e l'argomento solitament più ostico sta per essere affrontato, non mi fa domande complicate e io parlo tranquillamente facendo anche tutti i collegamenti che mi vengono in mente = 27 Ultimo supplizio : la prof di cattedra, quella che decide tutto, promosso o bocciato e con che voto con una sola piccola esile fragile breve domandina secca.
Rimango in attesa del mio turno, prima di me ci sono Iz e un altro ragazzo. L'attesa è lunga, l'ansia ora inizia a salire, ero arrivata al mattino cosciente di non poter essere promossa e ora mi ritrovo a un passo, una sola domanda, ho paura, spulcio un po' gli appunti che non paro da 3 giorni, chiamano il mio nome.
Ci sono io e lei e una sola risposta, voto finale : 26
una strana sensazione, una spossatezza interiore, un delirio di parole.
I miei segreti lì sulla punta della lingua pronti a essere buttati fuori, e mentre le frasi che avrei voluto tanto dire passavano a fiumi nel mio cervello, cercavo un modo di tenerle a bada, i segreti sono tali perchè nons ono da rivelare. 1 cuba + 1 braulio + 1 anima nera = collasso e asma
notte sull'orlo del viaggio in P.S. scongiurato per mia fortuna dall'assidua assistenza di Pà e Al che nonostante mi ci volessero portare, hanno accettato le mie ragioni :
- non ero ubriaca (solo non stavo bene, ma ero cosciente e sapevo formulare discorsi di senso compiuto senza sbiasciare le parole)
- l'indomani mattina sarebbero arrivati i miei genitori (ossia stamattina!)
Passata la notte in bianco tra letto, divano e cucina (solo acqua) osservata a vista, alle 6 arriva la mia coinquilina dopo il turno di notte, io sto molto meglio, riesco a convincerli ad andarsene a casa a dormire nel loro letto (poverini!!) e io mi fiondo nel mio, dove il mio solito sonno comatoso mi coglie e alle 8.30 non sento nessuna delle tre sveglie che ho puntato, le 5 chiamate dei miei, il citofono ...
La mia coinquilina risponde al citofono e apre a mio padre che come una furia entra in camera mia urlando e sbraitando non ricordo bene cosa, visto che destata in quel brusco modo ero ancora mezza rincoglionita e non connettevo nulla.
Ho passato la mattinata con loro, rimanendo in piedi con un caffè e caramelle alla liquirizia, un caldo addosso da svenire, la pressione sotto i piedi e nella testa un solo pensiero : "forza stai in piedi, non puoi barcollare, non puoi svenire, non con loro!"
A seguire una lunga discussione in auto con i miei che hanno sospettato
-che prendessi delle pastiglie per dormire (?) ma va là!!
-che non mangiassi abbastanza (?) quando sono coloro mi strafogo sempre!
-che non mangiassi bene (?) in realtà qui hanno ragione, ma ho contraddetto spudoratamente
Quindi mi hanno incastrato per il pranzo, non obbiettato e in una tavola calda ho preso una piadina mozzarella e funghi, l'ho mangiata tutta, un boccone dopo l'altro, nonostante non avessi minimamente fame e ad ogni morso sentivo l'olio che espandeva il mio corpo.
Stasera sono in sede con Pà e Al e mille altre persone, vista la nottata anche qui mi toccherà cena senza tante storie, giusto per non far destare sospetti.
Pà ieri per la prima volta mi ha chiesto : "ma dove cavoli sono i tuoi 63 Kg?"
le ho risposto : "in realtà 62 ora, e poi fianchi, cosce, culo..."
già 62-63 Kg, qst è il mio peso nella mia mente e qst è quello che dico. La bilancia dice una cosa, illumina un 53-54 ma io dentro di me so che è sbagliata e voglio sempre meno.
Non devo desiderare. Mi fa giacere affamata nella notte.
Mi guida oltre le tentazioni.
Mette alla prova la mia volontà, il miopotere.
Mi guida nei percorsi dell'alterazione nell'interesse del mio corpo.
Già, benché cammini attraverso le navate della pasticceria, non comprerò nessuna sfoglia dolce al mio corpo, perché ingrassano.
Le torte e i pasticcini mi tentano.
Oggi ho regolato la mia tabella con i fagioli e la lattuga verde.
Riempio il mio stomaco di liquidi.
Ho già raggiunto mia quota giornaliera.
Le tabelle del peso e delle calorie mi seguiranno tutti i giorni della mia vita ed abiterò per sempre nel timore dei numeri.
Voglio confondermi nella folla, che nessuno si accorga della mia pelle candida segnata dalle cicatrici, che nessuno veda i miei occhi scavati e il collo gonfio. Vorrei poter parlare a ruota libera senza che nessuno mi ascoltasse, vorrei liberarmi di un mostro senza essere giudicata, senza che poi si pretenda che io cambi. Voglio confondermi nella folla, scomparire tra le ceneri di un'estate rovente che non mi vedrà indossare un costume. Un'estate che lascerà sulla mia pelle i segni dell'odio e della repulsione.
La settimana è iniziata, fa caldissimo, troppo, bevo più di 3 litri di acqua al giorno e nelle ore di punta se esco di casa faccio fatica a respirare. Ho ridotto le kcal a 700-800 e il peso scende da solo : -2,5
Sto stranamente e inaspettatamente studiando, questa volta salirò sulla giostra? dai, forse si.
Ho letto un post fantastico scritto da Grammi di Stelle, alcuni stralci : "Perfetta, severa, arrogante, fredda, distaccata…così appare la persona bulimica…non è facile avvicinarsi a lei. E’ un tipo razionale, giudizioso, cerebrale, una persona dalla quale non si vorrebbe essere giudicati. Nessuno sospetterebbe che lei, la perfetta, si rimpinza fino a non poterne più e poi vomita. E’ il suo segreto e per nulla al mondo lo rivelerebbe. Tale segreto la rende intimamente sola, in quanto è qualcosa che non può condividere. Esteriormente appare forte, ma come sia dentro nessuno lo sa.
Preferisce costruire un muro che nessuno può scalfire,che nessuno può abbattere...un muro dietro il quale barrica anche se stessa * Lei,estremamente critica,estermamente severa con se stessa..perchè poi?! * Dietro i suoi sorrisi si celano lacrime..fiumi di lacrime * solo il cibo può riempirle i vuoti,può coccolarla,può farla sentire amata… e solo vomitando può cancellare il suo peccato,può lavarsi dai sensi di colpa che l’attanagliano e che non la fanno respirare…solo lei sa cosa succede in quella stanza,nessun testimone,solo un complice,un silenzioso complice la osserva e riflette l’immagine di quella ragazza,di quell’essere tanto meschino e crudele * forse aspetta che qualcuno la salvi,come nelle fiabe,in quelle belle però!per leggere tutto il post clicca qui
odio un sacco di cose, odio sentirmi in colpa per non essere sempre gentile con tutti quando hanno torto, odio scoprire le bugie, anche dopo anni, odio la mia incapacità di fidarmi di me stessa e del mio istinto, perchè tanto poi mi faccio rigirare dagli altri, odio non avere più controllo, odio l'unica amica che ho perchè non mi ha ancora chiesto scusa per aver dubitato della mia riservatezza, la odio perchè le viene più facile farmi passare da scontrosa dai modi poco garbati piuttosto che abbassare la testa e chiedere perdono. Odio il mio corpo, Odio dover lavorare per poi spendere tutto in cibo, odio non saper divertirmi, odio non essere in grado di studiare e passare gli esami, odio che per gli altri il mondo continui a girare, ragazze/i si susseguono e le storie crescono, mentre io rimango sempre sola nella mia stanzetta. Odio non essere capace di parlare, odio sentirmi un'ignorante, odio i miei capelli così gonfi rossi e appariscenti, odio il mio ispirare sesso, odio essere considerata fredda, odio essere dipendenete dagli altri, odio essere sempre sola, odio essere così ingombrante, odio chi mi mente pensando di non potermi dire la verità, odio quando mento perchè so che non posso dire la verità, odio deludere tutti, odio vivere in un mondo segreto, odio non potermene liberare, odio vomitare, ma soprattutto odio mangiare, odio che tagliarmi non mi faccia male, odio non sentirmi più strana per qst, odio rendermi conto che per me è normale, odio non saper sorridere, odio non saper nemmeno piangere, odio non essere in grado di reagire, di cambiare, odio che in fondo in fondo qst mio mondo non lo odio, odio essermici abituata, odio, odio la mia stanza in disoridine, odio dover pagare l'affitto, odio qste giornate di pioggia e sole, odio il mio bikini. odio l'idea, i costumi e le persone. odio davvero un sacco di cose
Un attimo di pace, durante un turno in 118, nascosta in camera con il pc, sto provando a organizzare una serata film stasera dopo la fine turno (ore 20.00) sto cercando di raccogliere consensi, vedremo, ma non sono molto ottimista...
E' da giovedì che non mi fermo un attimo, sono andata in montagna con mio padre, e la sera ho mangiato, normale, beh forse un po' più del normale, troppi cracker, ma nessuna abbuffata, niente, eppure quando lui è uscito di casa mi sembrava stupido tener giù il cibo quando la possibilità di vomitarlo era lì davanti a me, senza nessun timpore di essere scoperta, nessuno in casa, sarebbe stato anormale tenere il cibo. Dall'altra parte dello specchio.
Spesso viene utilizzato qst oggetto chiave nella descrizione dei DCA, e in effetti è proprio azzeccata. Tutti si fermano davanti allo specchio, c'èchi si accettae mette un filo di trucco per sentirsi più bello/a, c'è chi non si piace, ma sorride e se ne va lo stesso con l'autostima a mille e la sicurezza di non essere solo apparenza; c'è chi si fissa su quei difetti e si arrabbia per non poterli cambiare, c'è chi controlla i segni del tempo e pensa alla vita, c'è chi cerca di ritrovarsi nell'immagine riflessa. Io mi guardo negli occhi, cerco di non guardare le forme, guardo il mio viso, mi avvicino e passerei il tempo a guardarmi negli occhi, lì solo io con me stessa nell'infinità di un attimo.
Mille pensieri che scorrono nella testa come i sottotitoli di un film, ma vanno troppo veloci e le immagini sono confuse, riesco a capire qualche parola, ma non a formulare una frase, non ad approfondire il concetto.
Poi in camera mia, non ho più specchi, nessuno, ma sul comodino un po' di disinfettante e dietro il portagioie paradossalmente si trovano i miei segreti, le mie "compensazioni" come le chiamano.
La bulimica perfetta : lassativi, diuretici, stimolatori del metabolismo, antidolorifici, siringhe, lamette.
Lì di fianco a me, sempre a portata di mano le armi del amssacro, posso scegliere di vivere o di distruggermi poco a poco, il più delle volte resisto, il più delle volte ci provo, il più delle volte voglio cambiare, il più delle volte mento anche a me stessa.
Domani sarà lunedì, il giorno giusto per RICOMINCIARE, così avevo detto, e ci proverò, devo ricomincare tante cose : studiare con Pà al mattino, nella pausa pranzo andare alla riceca di un frigor nuovo, nel pome riprendere a studiare con Ià e calle 17 alle 21 a lavoro per una promo
La settimana si prospetta intensa sia per lo studio, che per il lavoro, inoltre martedì e giovedì mi toccano anche le notti in 118, eppure non potrei esserne più contenta, se arrivassi esaurita significherebbe che sono riuscita a fare tutto proprio come volevo, proprio come era giusto che facessi per non deludere me stessa per l'ennesima volta, per non deludere nessuna delle persone con cui mi sono presa un impegno.
E' il 1 giugno, siamo quasi a metà anno e io non ho ancora concluso niente.
Ieri ho mangiato per 2 o più persone, ma non sono incita, solo iperfagica, lo sono da mesi ormai e strano ma vero la bulimia mi ha strappata all'obesità.
Sono superraffreddata, pallida, stanca e con il pancione gonfio, il culo ingombrante e la testa che scoppia. Nelle vene scorre la tristezza.
Oggi non ho sentito i miei, in realtà non ho sentito assolutamente nessuno,ho intravisto la mia coinquilina qsta sera mentre si preparava per uscire ad andare a ballare.
Sono andata al centro commerciale, volevo uno di quei reggiseni dell'intimissimi a 9.90 euro ma non c'era più la mia taglia e di provare costumi non avevo proprio voglia... in fondo oggi per il mondo sono stata solo una figurante sullo sfondo della vita di qualcun altro.
Sbaglio sempre tutto io, sbaglio a capire, sbaglio in quel che dico, sbaglio anche in quel che faccio, sono un fallimento, un essere votato alla scelta sbagliata. quella che ora qui in camera da sola mi fa piangere e venir voglia soltanto di tagliarmi ancor di più, mentre un'amica prende il treno per andare dal suo moroso e mi rinfaccia che a quanto pare a me piace stare da sola. (visto che non le ho chiesto di non andare dal suo moroso ce vede 1 o max 2 volte la settimana per venirmi a conosolare)
ok, non ha capito un caxxo. Odio stare da sola, ma odio anche sentirmi in colpa se rovino i piani a qualcuno in modo che possa starmi accanto... nessuno fa piani per stare accanto a me,non sono prevista, eallora che ci faccio qui?
Mi sono tagliata, un taglio sul braccio, due sulla spallea, due sulle maniglie dell'amore e uno sotto l'orologio.
Al polso. sono passata sopra a due vene e per un attimo ho quasi sperato di sbagliare.
Ero troppo agitata per infilarmi un ago in vena e drenare l'odio.
Era tanto, tantissimo tempo che non incidevo la mia pelle, nonstante ci abbia pensato spesso.
Fa male, ma fa molto più male stare così, piangere. Essere sola, essersi illusa di non esserlo perchè quel ragazzo doveva per forza essere alla tua portata, e invece ha sfiorato il braccio della tua amica superfidanzata alla ricerca della sua mano, e anche se lei si è spostata in avanti per scansarlo tu quel gesto l'hai ben impresso nella tua mente, come la scena di un film continua a passare in flashback e brucia, soffi un po', il sangue scorre lungo il braccio eppure non fa nemmeno male. soffochi le grida, la coinquilina potrebbe sentirti.
Non so più che cazzo farne di qsta vita, quando ti vedi di nuovo di fronte alla cruda realtà e sei sola: ubriacati finchè vuoi, tagliati, impazzisci per il cibo, nessuno vuole una ragazza del genere. Ho solo voglia di scomparire come se non fossi mai nata, mai esistita, che nessuno abbia nessun ricordo di me. e' un pensiero triste, ma neanche troppo triste per una che a ventidue anni dietro il cancello di casa si mette a piangere come una cretina per una storia mai esistita, mai cominciata,mai nemmeno abbozzata.
Domani, c'è sempre un domani che aspetta che io metta la testa a posto, ma c'è mai un presente che mi vada bene? Domani c'è chi inizia a studiare per la maturità, chi andrà a comprarsi un vestito nuovo,chi comincia il day hospital, chi ha un esame, domani c'è chi come me proverà l'ennesima dieta.
Qsta volta ufficiale, che tutti sappiano che sono a dieta, che tutti mi sostengano o mi dicano che non ne avrei bisogno, voglio dimagrire, sono lievitata a sproposito e non mi sento più me stessa.
Sono a disagio in ogni momento, persino sul treno con degli sconosciuti di cui non mi è mai fregato nulla visto che sono persone che non conosco di cui non ricorderò nemmeno i volti appena varcate le porte. Sfiorira puoi perdere i chili che hai, ma sfiorirai
Scompari ma in fondo ci sei, poi sfiorirai
Puoi perderi a fondo se vuoi, fino a fondo se vuoi, ma
per me l'unica è farsi del male
Sotto prescrizione del dottor Huxely - Verdena
Le unghie mi si conficcano troppo spesso nel palmo della mano, e le cosce non si strizzano più nei jeans tg.42, le maniglie dell'amore strabordano come due rotoloni antiestetici e la pancia sempre gonfia brontolerebbe sempre cibo, ma come può??? ma come faccio a non essere nauseata da tutto il cibo che mangio??? come posso mangiare 6 cornetti algida uno in fila all'altro e non aver problemi a mangiare ancora? Perchè sono così inspiegabilmente senza fondo??? Domani ci proverò di nuovo a impossessarmi di quel delirio di onnipotenza dato solo dal pensiero che
A Prison gets to be a friend una prigione diventa una amica
Between it's Ponderous face tra la sua faccia poderosa
And Our's - a Kinsmanship express e la nostra - una parentela si manifesta
And in it's narrow Eyes - e nei suoi stretti occhi
We come to look with gratitude arriviamo a guardare con gratitudine
For the appointed Beam il posto designato
It deal us - stated as Our food - che ci destina -stabilito come il cibo-
And hungered for - the same - e del quale abbiamo la stessa fame
Emily Dickinson
La prigione nella quale mi trovo a viveve mi appare via via più amichevole, l'abitudine fa apparire il suo volto poderoso, così distante e incomprensibile, sempre più vicino alla nostra piccolezza. Attraverso i pochi varchi concessi, arrivo addirittura a essere grata per qst posto limitato e angusto, che mi è ormai familiare. Sto imparando ancora a conoscere lo spazio in cui vivo, a sentire il rumore dei miei stessi passi, l'eco dei miei pensiei. Dapprima sembravano suoni ben miseri rispetto a quelli che la nostra mente immagina e sogna, ma poi le cose sono cambiate e le sensazioni è come se si fossero addolcite.
Ma c'è una chiave, una chiave che non ho e che non mi permette, per quanti sforzi faccia, di aprire liberamente tutte le porte. E' un freno, non così reale come il pensiero della morte, quel fantasma d'acciaio, impalpabile e inafferrabile, ma al tempo stesso concreto, duro e impenetrabile, che è presente in noi quanto noi stessi, non ce ne possiamo liberare tanto quanto non possiamo liberarci dal nostro io.
Si impara a muoversi all'interno dei limiti che ci sono concessi. La fantasia e la speranza si tramutano lentamente in appagante passività. Troppo scoscesa è la strada della libertò e della conoscenza perchè noi si possa alzare lo sguardo e anche soltanto tentare di scorgerla
Take a breath .... just another step
Pioggia dentro e fuori, cibo dentro, vomito fuori.
Quando mai dirò di aver vinto, quando vincerò la prossima giornata? a quando la prossima battaglia?
Eccomi lì, un venerdì sera fuori dal normale visto che un'amica è passata a prendermi per andare a sentire un ragazzo suonare, nel pub mi conficco le unghie nel palmo della mano, mi mordicchio il labbro, la maglietta lunga copre la pancia e smorza le maniglie delle amore, ma io mi sento un energumeno di seconda categoria.
Vorrei scappare a casa e tagliarmi, non ho nemmeno mangiato tanto, mi sento solo fuori posto, mi sento solo ingombrante, mi sento solo di troppo, un peso per tutti.
Io con la mia mole che sento espandersi e non sopporto più. iO iO iO iO iO sempre iO, come un asino all'infinito iO. Egocentrismo malato di una che ha voglia di prendere la lametta e girarla attorno al polso, che se non trova il coraggio di andare più a fondo, quanto meno può nascondere il delirio sotto l'orologio.
E il sabato trascorre sotto l'acqua, al buio, con i soliti tacchi e la polo rossa dello staff. E la mia fame imperversa sulla mia grinta, la pioggia, il vento, il freddo, i capelli stropicciati : mi sento sporca, e sotto il tendone non posso che ingurgitare pasta in bianco e bocconi di pane raffermi con della ricotta scaduta.
La domenica mi ritrovo nelle vesti di perfetta attrice tg.40-42 che mangia tutto e sembra non ingrassare mai, imbocca una crespella, e poi un'altra, e una fetta di torta un paio di biscottini, quella focaccia un po' croccante un po' soffice, e la cresima di un cugino sembra banco di prova per la me versione "famiglia".
Attrice di me stessa, non vesto molto bene i panni e mi ritrovo riversa a tirarmi pugni sullo stomaco a prendere gocce di rimedio.
Vorrei ritrovare la mia mentalità, quella durezza spavalda e menefreghista di un'estate fa, quella rabbia e quella determinazione, quella voglia di vivere come comandavo iO, quella che odiavano tutti, ma sottosotto un filo di invidia c'era.
Invece mi accomagna l'inquietudine e la malinconia, la noiosa solitudine di una stanza chiusa al pubblico. Ingresso riservato ai soli addetti ai lavori ... è tutto un ground zero e gli ingegneri sono altrove.
Vorrei sfogare ogni lacrima, fuggire da ogni luogo, rintanarmi nel mio specchio a compiangere le mie spoglie.
Lasciatemi cadere, forse mi rialzerò.
Lasciatemi piangere, forse troverò il sorriso.
Lasciatemi urlare, forse imparerò a sussurrare.
Ma come fai a non odiare quel viso? come fai a non odiare quegli occhi? come fai a non odiare quel corpo? Vedo il mondo attraverso lenti malate e le immagini nella mia testa sono solo sensazioni coscienti epicritiche che dichiarano l'impossibilità di qualsiasi persona ad accettarsi. Magro Magro Magro, un kg in meno, forse basta qualche etto, ma no, un kg o due in meno è meglio. Meno Meno Meno, poco cibo, la bilancia scende, il termometro dell'autostima sale. Sembra una vertigene, un brivido che scorre sulla pelle.
L'orgoglio dentro sale insieme a un pensiero felice quando a chi ti chiede se sei dimagrita ribadisci un falsissimo e secco NO.
Priorità, il primo obiettivo di ogni singola giornata diventa il primo obiettivo della vita ... a vederla così, il dimagrire mi sembra un po' superficiale, ma è un processo che implica una reazione a catena che scombussola la vita e le priorità.
Vorrei solo accendere il lettore mp3 e rinchiudermi nella musica ad alto volume, c'è chi non ha voglia di sentire i propri pensieri, iO non voglio rendermi conto di non avere più pensieri.
scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui scrivi qui.